Il blog dove le parole volano e gli Halfloggers non hanno peli, nemmeno sulla lingua!
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La bellezza della cucina sta non solo nella bontà dei cibi che si mangiano e nel piacere della gola e della panza, ma anche e sopratutto nel saper riciclare i left-over (le rimanenze per essere chiari, ma dirlo in inglese fa più chiuc!) e saper inventare piatti strafighissimi con ingredienti semplici e tal volta poveri.

Ricordate che nell’ultima ricetta abbiamo usato zucchine e lime? Bene! Mi erano rimaste zucchine e lime (per l’appuntoh!) … e potevo mai buttarle via? NO!! Quindi ho avuto l’illumineisciòn e ho creato un piatto semplice, veloce, fresco e dietetico (visto che l’estate prima o poi deve arrivare [echecaz***!!!] e non vogliamo farci cogliere impreparati) ma tanto tanto delizjiosoh!

Quindi, nella cucina più gaya e simpatica che ci sia (ia, ia, oh!) prepareremo…

SPAGHETTI LIME-UCCHINI [laimucchini]

IMG_5894Ingrediente per 4 persone

  • -       400 gr di spaghetti integrali
  • -       3 zucchine medie
  • -       10 pomodorini ciliegini
  • -       mezza cipolla
  • -       2 tazzine di olio extra vergine d’oliva
  • -       ¼ di lime sbucciato e denocciolato
  • -       sale q.b.

Andiamo alla prepareiscòn!

Allò signoramija, prendiamo una pentola con dell’acqua e mettiamola sul fuoco per gli spaghetti. Ricordate che il sale per la pasta va aggiunto solo una volta calata la pasta nell’acqua che bolle per non fare indurire l’acqua.

Nel frattempo, in un tritatutto inseriamo il pezzo di lime sbucciato e denocciolato, la cipolla a pezzettoni, 1 tazzina d’olio extravergine d’oliva ed emulsioniamo il tutto.

IMG_5895IMG_5896Una volta ottenuta una cremina bianca (vedi foto), inseriamo le zucchine a pezzettoni e tritiamo fino ad ottenere una salsina dove i pezzi di zucchine siano piccoli come bricioline di pane. Mettiamo il composto appena ottenuto in una padella, e facciamo cuocere per 5 minuti.

IMG_5897Prendiamo poi i pomodorini, tagliamoli a metà e inseriamoli insieme con l’altra tazzina d’olio nel tritatutto (volendo si può fare anche a mano, ma col tritatutto si fa anche quel po’ di sughetto che non guasta), e azioniamo le lame solo per qualche secondo, fino ad ottenere pezzetti di pomodoro come in foto. Saliamo e teniamo da parte.

Cuociamo la pasta al dente e teniamo via un po’ d’acqua di cottura prima di scolarla. Quindi scoliamo la pasta, inseriamola nella padella con la salsina di zucchine, aggiungiamo i pomodorini, un po’ d’acqua di cottura, amalgamiamo il tutto…et voilà! Serviamola calda in un piatto fondo.

IMG_5901Arricriatevi!!

IL CONSIGLIO DI HALFBLOOD

Una spruzzatina di pepe rosa appena macinato dona quel tocco di gusto particolare in più che non guasta e delizia.

bANOer

Era proprio l’anno scorso, in un tranquillo pomeriggio autunnale, che andavano in onda i provini di Xfactor, con quelli che ovviamente sarebbero stati i nuovi concorrenti della Sesta Edizione; tra questi, c’era una ragazza come le altre, un pò impacciata, un pò vestita come alla fiera del pois, un pò…rossa. Questa tizia, di nome Chiara Galiazzo, non appena iniziò a sfoggiare la sua ugola d’oro, a suon di Teardrop by Massive Attack, è stata capace di incantare i giudici di Xfactor e, soprattutto, di conquistare il pubblico, vincendo così l’ultima edizione del talent televisivo.

Terminato l’insidioso percorso e arrivata alla vetta del successo con “Due Respiri” (brano scritto da Eros Ramazzotti) la nostra “rossa malpelo”, ora in arte ChiaVa Chiara, non si è mica fermata al successo radiofonico del suo Ep…anzi, ha partecipato persino allo scorso Festival Sanremese, con il brano “Il futuro che sarà” seguito da “L’esperienza dell’amore”. Il primo ha permesso a Chiara di permanere in gara coi Big, aggiundicandosi l’ottavo posto in classifica (non male per un’artista emergente).

Subito dopo Sanremo, #ChiaraDaiCapelliRossiAh pubblica il suo primo album “Un posto nel mondo” composto da 12 tracce, impreziosite da collaborazioni di spicco, come Fiorella Mannoia, con la quale duetta e se fa na bella camminata in “Mille Passi”. E a furia di fare passi, Chiara inciampa nel mondo degli sponsor, benedetta dal marchio Tim con la cover hippie-gaypride “Somewhere Over The Rainbow”, colonna sonora degli spot, in cui ha rinunciato ai passi e s’è data alle ruote (della bici) alle rotaie (dei treni) e alle gondole veneziane.

‘Nsomma, se prima Chiara s’è concessa Due Respiri, adesso con tutta l’orgia di roba che ha da fare a stento c’ha il tempo per inspirare aria, motivo per il quale negli spot Tim manco riesce a chiamare sua nonna, che magari l’ha avvisata di chiamarla per darle delle dritte su #100 modi per fregare l’asma.

Il mondo dei talent tuttavia funziona proprio così : Ci provi, ce la fai e se sei bravo e hai un Team di persone che sanno “venderti” al pubblico, allora fai carriera e trovi il tuo #postonelmondodellamusica. Del resto, è normalissimo che un cantante emergente sia così esposto ai media, un pò per evitare di cadere nel baratro del dimenticatoio, un pò per farsi i soldi (!). Ma la vera domanda è : Senza una botta di culo, o una botta di raccomandazione, si riesce davvero a fare “mille passi” in un mondo insidioso come questo? In attesa di risposte, come ogni uik week vi lascio alla pleilist!

ilviziettologoBuongiorno! La vostra dose di morning wood del mercoledì è pronta come al solito! Come ogni settimana eccoci di nuovo a parlare di qualcosa di insolito, nasty, kinky, roba che ai soliti perbenisti farebbe venire la pelle d’oca, ma il pisello di marmo. Perché si sa, ognuno di noi ha una fantasia, seppure inespressa, che avrebbe sempre voluto provare e che non ha mai avuto modo di esprimere, nemmeno a parole. Ma di che si parla oggi?! Il titolo ci suggerisce la parola Feticci. Feticcio in italiano, indica un oggetto di culto religioso, venerato al pari di una divinità. Per estensione potremmo dire che un feticcio è anche un oggetto, meta del desiderio sessuale, il quale si sposta da una qualità fisica di una persona al determinato oggetto che in questo caso identifica quella qualità. Esempio: a me piacciono i culi alti, sodi, quelli che puoi usare anche come poggia bicchieri. Il mio feticcio preferito sono i boxer o i perigamba. Molto spesso però i feticci possono essere le cose più strane, come calzini sporchi, jockstrap, indumenti di pelle, persino guanti ed a volte, ho incontrato qualcuno che diventava pazzo per i dildo usati.

Modus-Vivendi-Fetish-Underwear-Collection-01Come ci piacciono?! In che modo li usiamo?!Come ho detto, il mio feticcio sono i boxer o gli slip (puliti ovviamente), se sono costumi in lycra poi, non ve lo dico proprio, specie se sono appartenuti ad una determinata persona che so avere un culo che mi piace.  Mi piace sentirne l’odore, quello di ammorbidente misto alla pelle appena asciugata dalla doccia, che sa ancora di bagnoschiuma. Mi eccita toccarlo, sentire che effetto fa sulla pelle, al tatto, se è liscio, scivoloso, oppure ruvido e  spigoloso, o ancora morbido e delicato. A volte mi piace anche indossarlo e rimanere nudo solo con quello addosso, rotolarmi sul letto, sentire che effetto fa indosso, se è comodo, confortevole o troppo stretto o troppo largo. Insomma, il feticcio va esplorato, scoperto, sentito, bisogna conoscerlo come si dovrebbe conoscere il proprio corpo. In questo modo la nostra mente farà sì che il feticcio diventi una cosa sola con il nostro corpo. In questo modo si innalzerà la libido e il nostro cervello andrà in estasi perché sarà come avere un nuovo “pezzo” di corpo tutto da scoprire e conoscere.

E gli altri?! Ovviamente quello che vale per me, non è un valore assoluto. A qualcuno come abbiamo detto piacciono i calzini, ad altri piacciono gli indumenti di pelle, ad altri ancora possono piacere le maglie o un paio di manette. Puliti, sporchi, odorosi, inodore, ognuno decide, o meglio, si rende conto di quello che gli piace in base all’esperienza. Quindi fate TANTA esperienza. 

man_with_brainMa cosa fa scaturire nella nostra mente la voglia di feticcio?! Alcuni psicologi dicono che spesso è un’estensione di alcuni nostri desideri personali, come ad esempio il volere un piede più grande ci fa amare i calzini. Altri, dicono che quando non possiamo avere una cosa che desideriamo, trasferiamo il nostro desiderio su qualcosa di più abbordabile, come per l’appunto il feticcio. Esempio: vorremmo slinguazzarci il piede di Dean Monroe, ovviamente Dean, ha ben altro da fare che stare appresso a noi, così ci immaginiamo che un calzino sporco sia il suo appena uscito dalla palestra.

Dunque abbiamo chiarito cos’è un feticcio, perché ci piace e come lo adoriamo. L’unica domanda alla quale ci rimane di rispondere è: cosa ci piace?! A questo però dovrete rispondere voi, miei cari lettori, poiché io vi ho già svelato i miei segreti. And you?!