Il blog dove le parole volano e gli Halfloggers non hanno peli, nemmeno sulla lingua!
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Era proprio l’anno scorso, in un tranquillo pomeriggio autunnale, che andavano in onda i provini di Xfactor, con quelli che ovviamente sarebbero stati i nuovi concorrenti della Sesta Edizione; tra questi, c’era una ragazza come le altre, un pò impacciata, un pò vestita come alla fiera del pois, un pò…rossa. Questa tizia, di nome Chiara Galiazzo, non appena iniziò a sfoggiare la sua ugola d’oro, a suon di Teardrop by Massive Attack, è stata capace di incantare i giudici di Xfactor e, soprattutto, di conquistare il pubblico, vincendo così l’ultima edizione del talent televisivo.

Terminato l’insidioso percorso e arrivata alla vetta del successo con “Due Respiri” (brano scritto da Eros Ramazzotti) la nostra “rossa malpelo”, ora in arte ChiaVa Chiara, non si è mica fermata al successo radiofonico del suo Ep…anzi, ha partecipato persino allo scorso Festival Sanremese, con il brano “Il futuro che sarà” seguito da “L’esperienza dell’amore”. Il primo ha permesso a Chiara di permanere in gara coi Big, aggiundicandosi l’ottavo posto in classifica (non male per un’artista emergente).

Subito dopo Sanremo, #ChiaraDaiCapelliRossiAh pubblica il suo primo album “Un posto nel mondo” composto da 12 tracce, impreziosite da collaborazioni di spicco, come Fiorella Mannoia, con la quale duetta e se fa na bella camminata in “Mille Passi”. E a furia di fare passi, Chiara inciampa nel mondo degli sponsor, benedetta dal marchio Tim con la cover hippie-gaypride “Somewhere Over The Rainbow”, colonna sonora degli spot, in cui ha rinunciato ai passi e s’è data alle ruote (della bici) alle rotaie (dei treni) e alle gondole veneziane.

‘Nsomma, se prima Chiara s’è concessa Due Respiri, adesso con tutta l’orgia di roba che ha da fare a stento c’ha il tempo per inspirare aria, motivo per il quale negli spot Tim manco riesce a chiamare sua nonna, che magari l’ha avvisata di chiamarla per darle delle dritte su #100 modi per fregare l’asma.

Il mondo dei talent tuttavia funziona proprio così : Ci provi, ce la fai e se sei bravo e hai un Team di persone che sanno “venderti” al pubblico, allora fai carriera e trovi il tuo #postonelmondodellamusica. Del resto, è normalissimo che un cantante emergente sia così esposto ai media, un pò per evitare di cadere nel baratro del dimenticatoio, un pò per farsi i soldi (!). Ma la vera domanda è : Senza una botta di culo, o una botta di raccomandazione, si riesce davvero a fare “mille passi” in un mondo insidioso come questo? In attesa di risposte, come ogni uik week vi lascio alla pleilist!

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Sono passati appena tre mesi dal termine del festival di Sanremo e di cose impresse ce ne son rimaste tante : la Littizzetto (mitica come sempre, con le sue gag improvvisate e non) l’improbabile (?) presenza di Albano, la vincita nonproprioasorpresa di Marco Minchioni Mengoni, gli eccentrici abiti di Max GazzettaDelloSport Gazzè…ma soprattutto LO SPOT COCONUDA con ANNA TROTANGELO Tatangelo. Ebbene, Lady Trota ha dominato per ben due settimane i palinsesti televisivi con l’indimenticabile video promo per il famoso brand d’abbigliamento, sponsorizzando quello che è stato il suo famigerato nuovo singolo “Occhio Per Occhio (Prezzemolo e Finocchio)“. La cosa comica è che durante la diretta del festival mi accorgevo, spulciando su twitter, di quanto gli hashtag #coconuda #tatangelo e #Annarè fossero balzati di colpo alla vetta dei trend.

Un successo anticipato, o solo un fuoco di paglia destinato a spegnersi prima del previsto? Beh, c’è da dire che la nostra Annarella (Ormai maritata con Cicci Gigi D’alessio e diventata mamma) con lo sponsor Coconuda si è intascata un bel pò di Dindini, ma quello che sorprende davvero è il fatto che ce la siamo ritrovata di colpo in shorts, ballando e taccheggiando come solo Britney Spears poteva fare in “Womanizer” #LaBritneyDeiPoveri. Il brano ammicca (finalmente, direi) a un sound un pò più “internazionale”, lasciandosi un attimo alle spalle il passato musicale della Tatangelo con brani puramente “D’Alessiani”. Il video, che è stato girato con la collaborazione di Steve LaChance e il suo corpo di ballo, ci mostra un lato più sexy della Tatangelo, che è strafigah come non mai tra sculettate in gonnella rosa bomboniera (per un matrimonio sarebbe stata perfetta) una lavata alla macchina sporca (magari quella di Gigi, per ripagargli il favore del testo della canzone) e una sottospecie di Rave Gangsta (girato nientepopodimenoche a Roma #Caciaraparty).

Vi direte : “Azz, ma è proprio carina sta nuova canzone della Tatangelo!” e vi sorprenderete del fatto che sia estremamente orecchiabile, ma provate a spulciare su Youtube cercando “Aneeka” e il primo video che vi ritroverete davanti sarà “Ojo por Ojo”.  A questo punto, se ne capite qualcosa di spagnolo, con vostra “sorpresa” vi accorgerete che il titolo in transléscion è esattamente “Occhio per occhio” e quando premerete play, vedrete una tizia spennapiccioni, che tra un tronco e l’altro si danna a cantare e ballare, in una mandria di indigeni, esattamente lo stesso brano che avete ascoltato in precedenza. La risposta allora sarà molto più chiara, la canzone vi piace perchè NON è della Tatangelo (Lol).

Scherzi a parte, al di là del fatto che si tratti di una cover (e soprattutto che sia stata tradotta da quel malandrino di Giggino) credo che comunque da parte della Tatangelo ci sia davvero tanta voglia di mettersi in gioco e ci si stupisce di come abbia fatto più successo con lo spot Coconuda che col video ufficiale. Tuttavia c’è da dire che il brano non ha avuto poi una promozione così eccelsa e che in radio si è fatto strada da solo, grazie al suo ritornello trascinante #nonsaraippiùttù e ai passetti coreografici di LaScianz LaChance.

Un solo dubbio si insinua : Lady Ta(r)ta(ro) avrà davvero puntato a un nuovo genere di fondo per il suo nuovo album, oppure questo brano è tutto fumo e niente arrosto? In attesa che la carne sia cotta, vi lascio con la Pleilist tutta Tata e niente angelo!

In una Milano riscaldata (quasi bruciata) ed illuminata da un bellissimo sole di Maggio, e proprio nel giorno della festa della Mamma, l’occhio attento del vostro critico stylisticoh improvvisato Halfblood, ha catturato su foto la bellezza dell’impropobilitezzitudine delle mise, outfit e accozzaglie di stili e vestiario dei passanti meneghini e non che hanno affollato, strade, stazioni, metro e piazze Milanesi.

fotografia 1Partiamo con fortissimi #BrividiDiStyle Turistici che ci giungono con fuso orario e con Furore dal lontano Oriente. Il turista cosciente lo sà: meglio stare comodi e casual se si vuole vivere a pieno la città senza avere fastidi da scarpe strette o ustioni alle caviglie. Per questo il nostro modello, che chiameremo Jin per mantenere l’anonimato, indossa una polo azzurra a strisce di qualche taglia più grande della sua, un marsupio a tracolla tanto per rievocare la moda improponibile dei marsupi degli anni 90′ e un bermuda fresco lana. Il tocco di classe assoluto è però il CALZINO NERO ALTO, di cotone misto nylon misto lana misto filo 40 den che fa traspirare ma non troppo e copre la caviglia per evitare fastidiose ustioni. Per l’uomo zecsy che anche a letto non si separa dal suo calzino.

fotografia 2E continuiamo con una Scala mobile carica di #BrividiDistyle Sudamericanz. Per la donna matura che vuole sentire il caldo e morbido tocco del velluto senza rinunciare alla bellezza dello strass sbrilluccicoso posto in luoghi improbabili, senza motivi apparenti e che compone scritte nonsense; per la donna che seppur in tenuta comoda e sportiva, non rinuncia alla sua sensualità femminile; per la donna che non ha paura della forza di gravità e si sente molto Jeillò Dal Blocco e il filo interdentale non lo usa in bocca ma tra le chiappe mettendo bene in mostra le proprie grazie.

fotografia 3Continuiamo con una borsata carica di #BrividiDiStyle ramati. La donna matura è sempre al centro della nostra attenzione e lei conosce bene i segreti dello stYle con la Y maiuscola. Tutto deve essere abbinato, la cromia deve rispettare regolee ferre a partire dal capello, passando dal maquillage, sostando qualche secondo sul vestito, per arrivare poi alle calze fino a fermare la nostra attenzione sugli accessori: anche essi in rigoroso rispetto cromatico. Ma! Ma cosa spunta fuori da quella borsa che sembra in preda a chiazze di muffa variegata? Un sacchettino di plastica che stona completamente dal resto! Sceeeeempioooo!!! Ma non ti vergogni? No sssignora mija! Non ci siamo! Salutiamo la signora ramata chiedendoci se cambia colore dei capelli d’accordo con la mise del giorno o se tutto il suo guardaroba rispetta quel colore… lo scopriremo solo stalkerandola!

fotografia 5Concludiamo la nostra carrellata con un arcobaleno di #BrividiDiStyle sbiaditi! D’altraparte una delle regole dello style con la L maiuscola è L’Apparire.. e per farlo dobbiamo sacrificare un po’ di noi…ovvero: il nostro buon senso e gusto per le cose belle! Quale modo migliore di far capire al mondo intiero che per la moda e l’apparire ci siamo sacrificati se non portando in giro una cresta spettinata di capelli tinti con colori improbabili e sbiaditi? Ti è riuscita male perché l’hai fatta da solo a casa o il parrucchiere ha sbagliato candeggio? Non lo sapremo mai, ma lo ringraziamo per i brividi e il pugno agli occhi che ci ha regalato.

E mentre poi torni verso casa ti rendi conto che il sole si sà… fa tanto, ma tanto male!