Il blog dove le parole volano e gli Halfloggers non hanno peli, nemmeno sulla lingua!
Header

ilviziettologoEbbene sì, questa settimana le mie conoscenze non bastavano per scrivere l’articolo di questa umile rubrica, così mi sono dovuto avvalere delle esperienze di un vecchio amico, che con un bagaglio MOOOOLTO più grosso del mio in certi campi, ha acconsentito un po’ per gioco ed un po’ per vanità a farsi intervistare.

Tommy, un nome di fantasia, lo frequentavo tanto tempo fa, quando ancora entrambi eravamo degli sbarbatelli del mondo gayo. I nostri week-end erano prettamente incentrati a rimorchiare qualcuno il sabato sera in disco, sperando poi che diventasse l’uomo della nostra vita. L’infatuazione di solito durava circa due canzoni, il tempo di lasciarlo parlare dopo avergli infilato due metri di lingua in bocca…ma non divaghiamo! Le nostre strade hanno preso poi sentieri diversi.

tassinarilucaAdesso lui fa il professionista. Sì, il mestiere più antico del mondo. E dire che pensavo che la laurea servisse a qualcosa, però lui è felice così, dice che piuttosto che farsi sfruttare per quattro soldi almeno adesso fa una vita agiata, si è comprato una casa, un motorino, vive da solo al centro di Napoli…Quasi quasi domani mi metto a dieta e mi faccio due lampade, hai visto mai… L’argomento che mi ero prefissato per oggi è il cruising al cinema porno. Dato che non ci sono mai stato, un po’ per noia, un po’ per paura, ho deciso di interrogare la mia sibilla personale e chiedere come funzionasse, cosa si facesse e se per caso tutti quei racconti erotici che si trovano su internet a riguardo fossero veri.

Secondo la tua esperienza tutta quella roba che scrivono sui racconti erotici a riguardo dei cinema porno, è vera?! 

“No, ma che scherzi?! Davvero pensi di trovare manzi e stalloni nei cinema porno?! A Napoli poi, non te lo dico proprio, la clientela è molto varia, è vero, ma ci sono molti ragazzi che come me quando ero agli inizi, fanno marchette, per pochi euro, 20 o 30€ al massimo.”

Beh questo è risaputo, ma il resto?! Solo vegliardi?! 

“No, ti stupirà, ma qualche ragazzo di bell’aspetto che non fa marchette lo trovi, non è facile, ma ci stanno. Padri di famiglia, sposi novelli, ragazzetti alle prime armi… Una volta mi è capitato addirittura uno con un bel fisico, belle gambe e una mazza che…”

We! Moderiamo i termini, il blog su cui scrivo ha un certo contegno!

“E che sarà mai, come la chiamo?! Batacchio imperiale?! Vabè, fatto sta che ce l’aveva enorme, però era una passiva persa, uno spreco che non puoi immaginare”

Sì, ma come funziona?! Tutti trombano in un’unica mega orgia senza curarsi di nulla o c’è una sorta di ritualità come nei cruising bar?!

“No, ma quando mai, ma quale mega orgia, il più delle volte mi portavo qualcosa da leggere perché mi annoiavo pure!”

E che leggevi?! Uccelli di rovo?!

“Non fare tanto lo spiritoso, potevo mai mettermi a dormire?! Poi mi capitava un cliente e me lo perdevo. Guarda che son problemi! Ad ogni modo, non c’è nemmeno una ritualità precisa, alcuni vengono vicino e si propongono così, sfacciatamente, magari aspettandosi anche di sentirsi dire che chiedi soldi. Altri invece ti scrutano, ti sorridono ti stuzzicano, poi si va a concludere”.

E dove si conclude?! 

“Dipende, alcuni cinema hanno i camerini tipo i cruising bar, altri hanno delle cabine con video privato a pagamento, a ore, altri ancora nulla e quindi si va nei bagni”

Igiene?! 

“Quasi inesistente. Se non per gli avventori, ma se sei sfigato, manco quelli, per questo ho lasciato, adesso ricevo a casa mia, con aria condizionata, letto confortevole…”

Sì, prezzi modici e sconti per comitive…

“Bravo che ne sapevi?!

….

“E dai, che male c’è a farsi un po’ di pubblicità?”

Non sul blog dove scrivo, è una roba seria! 

“Sì e parlate di cruising”

E’ un’analisi sociologica della società gaya odierna, degli usi e dei costumi e dei vizi nascosti

“Sì, e io sono Cleopatra”

Vabè, fatti una forchettata di cazzi tuoi e dimmi un’altra cosa, lo consiglieresti?! 

“Ni. Nel senso che va bene una volta per provare, per curiosità, ma onestamente se vuoi scopare ci sono posti migliori, più puliti, più seri e controllati, più sicuri e soprattutto con gente migliore. Credimi essere abbordati da uno che sembra Scalfaro con l’alzheimer non è una gran cosa”

Ma gli orari?!

“Prettamente diurni, massimo fino alle 22:30, poi tutti a nanna”

Ok, grazie mille per l’intervista, un’ultima dichiarazione?! 

“Sì, spero che questo governo non tassi mai gli escort, altrimenti sono fottuto”

…E quale sarebbe la differenza da adesso?!

“Scherza scherza, intanto io c’ho la casa, il motorino…”

Senti ma se volessi cominciare tanto per arrotondare lo stipendio?! 

“Quando mi ritirerò dagli affari aprirò una scuola per escort, per te la retta è gratis, considerala una borsa di studio per quella volta che…”

Ok, grazie Tommy sei stato fantastico! Buona notte a tutti! 

A cura di Desmond Miles

A cura di Desmond Miles

Continua la nostra rubrica settimanale sui vizi e le virtù sessuali nascoste dello sfrantissimo pubblico che ci segue. So già che siete lì sui vostri smartphone/tablet/notebook o accessori tecnologici di moda a fremere per sapere di cosa parleremo oggi. Vi immagino già immersi in un’atmosfera da boudoir di quart’ordine, con luci soffuse e la faccia di Braccobaldo a pensare “Quale spunto zoccoleggiante mi offrirà oggi questa rubrica?!”. Senza indugiare oltre, oggi si parla di open cruising, o per farla semplice, fare acchiappanza all’aperto e consumare fugacemente il buffet della passione.

Cos’è?!  Ogni città di grandi e medie dimensioni che si rispetti ha almeno uno o due luoghi che i cittadini più smaliziati hanno da anni (ed in alcuni casi decenni) adibito a cruising all’aperto. Spesso possono essere sia luoghi pubblici chiusi (i bagni di una stazione di servizio, ruderi abbandonati etc.) che aperti (pinete, spiagge per nudisti, boschetti, parcheggi etc.). Solitamente il requisito indispensabile è che siano isolati o comunque fuori dalla portata di occhi indiscreti che possano disturbare i rituali di accoppiamento della nostra specie. La raggiungibilità è direttamente proporzionale al grado di frequentazione. Più è facile arrivarci, più persone si potranno trovare, più possibilità di scelta ci saranno.

Come funziona?! Più o meno funziona come i cruising bar, con meno inibizioni (non che nei cruising bar ce ne siano tantissime eh!). Ci si guarda in giro, si sceglie la preda, la si osserva attentamente per capire se fa per i nostri gusti, poi cominciamo a mandarle dei segnali. Piccoli gesti impercettibili all’occhio di uno spettatore inconsapevole, ma riconoscibili ai frequentatori. Uno sguardo penetrante, un gesto di ravanamento dei gioielli di famiglia, un pollice passato distrattamente sulle labbra…un po’ roba da filmetto porno scadente e scontato. Se l’interlocutore è interessato ed accetta, sicuramente lo noteremo, si farà capire e da lì è tutta in discesa. Ci si avvicina, poche parole sussurrate, bisbigliate, sotto voce e via ad appartarsi.

Cruising Street

Dove appartarsi?! Beh dipende, la mia esperienza, mi ha fatto solo frequentare parcheggi, dove ho trovato molti ragazzi davvero niente male, e quindi trovare un posto appartato con l’auto è più o meno facile. Nel caso dei bagni pubblici è facile, basta usare i cubicoli (anche se sinceramente lo sconsiglierei data la notoria scarsa igiene di questi ultimi), mentre nel caso di spiagge e boschetti la cosa si fa necessariamente più “a vista”, ma comunque in un luogo più riparato.

Perché?! Beh i motivi sono i più svariati, spesso chi è “impegnato” e non può frequentare altri posti, non può farsi un amante su siti di dating per paura di essere sgamato, altri invece come me lo fanno per il gusto di provare qualcosa di nuovo, qualcuno invece perché è troppo pigro o poco pratico per trovare “salata” compagnia in altri modi. Qualche volta poi mi è capitato di incontrare anche qualcuno che portava spudoratamente una fede al dito…no comment!

Pericolo?! Sì, c’è sempre la possibilità di ritrovarsi in brutte situazioni, si sprecano le storie di persone che hanno avuto brutte esperienze, rapine o anche peggio. Cosa possiamo fare per proteggerci?! Una buona idea sarebbe quella di andare in compagnia a fare certe cose, ci si guarda le spalle a vicenda e si sta più sicuri. Se proprio non è possibile, almeno avvisare un amico di dove si sta andando.

Toilette Cruising

Cosa dice la legge a riguardo?! Eh sì, non dobbiamo dimenticare che in Italia abbiamo delle leggi, fatte a cazzo di cane, ma comunque ci sono. La legge dice che il reato di atto osceno in luogo pubblico viene punito con la reclusione da tre mesi a tre anni oppure, in caso di reato colposo (cioè che non lo si fa con intenzione…ma come cazzo si fa a non fare con intenzione certa roba?! Bah) solo con un’ammenda pecuniaria (‘na murta) da 51€ a 309€. Sticazzi. Ma come facciamo ad essere certi che stiamo rischiando?! Per farla breve le condizioni che interessano a noi sono due: l’atto osceno e il luogo pubblico. L’atto osceno: pompini, inculate, seghe (anche su se stessi) ricorrono a quanto pare nella definizione di atto osceno. Io ci includerei anche la gente vestita con eccessivo cattivo gusto, ma tant’è…Luogo pubblico: qualunque posto in cui le persone possono accedere senza restrizioni o limitazioni (strade, piazze, parchi etc) e qualunque luogo aperto al pubblico o visibile dal pubblico (esempio: l’abitacolo dell’auto se non sufficientemente coperto, la vetrina di un negozio etc etc). Come fare ad evitare di incorrere in un reato?! Semplice, non fare. O quantomeno fare a casa propria:  si accalappia la preda e si porta a casa (è un rischio, ma di minore entità rispetto al fare sesso all’aperto).

Sono un tipo sentimentale, lunatico (voglia se lo sono!) tal volta mi lascio prendere dalla nostalgia dei tempi che furono e che non potranno mai più essere, ma questa, credo, sia un prerogativa propria dei pesci e non dovrei nemmeno sorprendermi più di tanto.

Dunque, ci sono volte nella vita in cui chiedersi il perché di alcune cose è davvero inutile, così come inutile e autolesionista è il farsi tante pippe mentali sui “ma” i “se” e i “poi” bisognerebbe solo prenderla come viene e dirsi “vabé! Almeno sono ancora qui per vedere il sole sorgere e tramontare un altro giorno e fanculizzare qualcuno a caso“… però io non ci riesco.

La vita in fin dei conti è un gioco di equilibri, di incastri: se trovi il tuo equilibrio trovi quasi di certo anche la tua pace, vivi bene la casa e poco ti importa se le persone che vivono con te non hanno il tuo dna o il tuo stesso cognome… sono loro la tua famiglia ora, ed è bello. Però se poi una di loro è costretta da altri equilibri creati dalla sua vita a doversi ricreare altri equilibri in un’altra città, lontano dalla sua nuova famiglia, i tuoi equilibri che fanno? Vanno a puttane ovviamente!

Passi un po’ di tempo a capirci poco e a barcamenarti somigliando a Britney nostra in quella famosa esibizione agli MTV Music Awards in cui il suo equilibrio era davvero precario, ma sai che in un modo … o nell’altro, ristabilirai i tuoi di equilibri, dovrai controvoglia rimpiazzare una figura senza dimenticare chi prima era lì, e poi… poi boh? Deve passare…

L’amicizia è un bene così profondo, immotivato e prezioso e guarda caso anche essa si basa su equilibri che a spiegare non riusciresti nemmeno impiegando tutte le parole di questo mondo.

Cosa impariamo da quest’episodio allora? Credo che la lezione da trarre sia che gli equilibri esistono, sono presenti in tutto quello che facciamo e viviamo (materiale e non) e che se decidono di fare i capricci, fino a quando non li rimettiamo a posto, ci sentiremo di camminare su un filo sospeso a 50 metri da terra.

Si è capito che è tutta questione di equilibri, vero?